30 Set 2022 | 3 minuti lettura
Una nuova cultura per il mondo del lavoro

Pubblicato: 30 Set 2022

Tempo lettura: 3 minuti

Categoria: Comunicazione

Probabilmente è capitato anche a te. Sei a casa il venerdì sera, sul divano a rilassarti con un buon libro tra le mani o con un calice di vino rosso mentre guardi una puntata della tua serie preferita. Prendi il cellulare in mano e, scrollando il feed del tuo profilo social, noti che amici, colleghi e parenti sono da qualche parte a divertirsi, ballare e a condividere sui social il proprio tempo. Come ti sei sentito/a in occasioni come questa? Molte persone provano un senso di ansia, inadeguatezza, la consapevolezza di aver perso l’opportunità di passare la serata più bella della storia. Ti è mai successo?

È proprio questa la FoMO (fear of missing out), termine introdotto nel 2004 per descrivere un fenomeno osservato soprattutto a seguito della popolarità dei social network. Questo fenomeno include due situazioni principali.

La prima è rappresentata dalla percezione di “essere tagliati fuori” e la seconda dal comportamento compulsivo di mantenere le connessioni sociali con chi e con cosa suscita il nostro senso di inadeguatezza.

Queste situazioni, inizialmente attribuite ai social network, sono state recentemente osservate anche nel mondo del lavoro. Nella vita professionale dubitare costantemente della propria posizione, delle scelte prese e invidiare la carriera delle altre persone impatta negativamente la nostra salute mentale, la nostra performance, la soddisfazione e la nostra serenità in generale.

  1. Ci sentiamo inadeguati e la nostra autostima si abbassa
  2. Per sopperire al punto uno, cerchiamo di avere un atteggiamento da supereroe/eroina per ottenere il rispetto e l’ammirazione altrui
  3. Il livello di performance tende ad abbassarsi
  4. Siamo protesi a dire sempre “Sì” alle richieste di responsabili, collaboratori e colleghi
  5. Cominciamo a svolgere molte attività rischiando di portarne a termine solamente alcune

Quali sono le principali conseguenze di questo fenomeno sul posto di lavoro?

Quello che si denota è quindi un grande senso di instabilità emotiva e operativa. Forbes, in un articolo dedicato a questo argomento, consiglia ai lettori di porsi alcune domande specifiche per capire se il fenomeno della FoMO ha un impatto su di loro. Eccone alcune:

  • Hai spesso dubbi sul tuo percorso professionale nel momento in cui visiti online alcuni profili su Linkedin, di cui senti parlare o che leggi sui blog
  • Dici di sì a ogni singola opportunità di lavoro che si presenta, giustificandoti dicendo che potrebbe essere una potenziale “grande occasione”?
  • Ti senti spesso escluso/a quando non vieni coinvolto in una riunione o consultato su una decisione?
  • Se non riesci a partecipare a una conferenza o a un evento, sei ansioso/a di non fare conoscenze preziose che potrebbero portare la tua carriera al livello successivo?

A questo punto è fondamentale guardare alle soluzioni per contrastare e superare questo fenomeno così impattante e così comune nella società di oggi. Negli ultimi anni, infatti, si comincia a parlare anche di JoMO (joy of missing out), ovvero la perfetta antitesi della FoMO. Con JoMO nello specifico intendiamo un processo di crescita personale che ci porta a essere consapevoli del nostro presente, saperlo apprezzare e vivere costruendo il proprio percorso.

Come è possibile quindi sviluppare e orientare il nostro atteggiamento verso questo processo opposto?

  • Individuare le priorità: ovvero comprendere quello che per noi è davvero importante, essere consapevoli di cosa desideriamo fare, che tipo di carriera intraprendere e come vivere la nostra quotidianità lavorativa
  • Vivere il momento: ovvero saper vivere esperienze, momenti, riunioni e giornate in modo consapevole, in cui le nostre intenzioni e le nostre azioni sono in armonia tra loro
  • Saper dire di no, senza sensi di colpa: una volta individuate le nostre priorità sarà più semplice dire di no, saper delegare di più, guidare un team o un collaboratore verso obiettivi comuni
  • Uscire dal mondo iperconnesso: ovvero chiudere le app dei social, disattivare le notifiche, entrare in contatto con la natura e sapersi dedicare al tempo per se stessi senza sensi di colpa o paura di perdere opportunità al di fuori del nostro controllo
  • Percepire il tempo in nostro favore: organizza le attività che richiedono la tua massima concentrazione e lascia sempre spazio per hobby, passioni, esercizio fisico e per le persone per te importanti.

Lavorare sulla propria vita professionale e orientare il nostro approccio verso la “Joy of Missing Out” a discapito della “Fear of Missing Out” avrà conseguenze positive su ogni altro aspetto della vita personale.

Equilibrio, consapevolezza e armonia devono essere posti oggi più che mai alla base dei nostri bisogni. In un mondo iperconnesso, frenetico, competitivo e spesso dissonante, saper prendersi cura di sé e del proprio tempo diventa il gesto di gentilezza più elevato e rivoluzionario.

Martina Dalla Vedova
Marketing Manager

Hospite – The Italian Hospitality Academy