26 Ago 2021 | 4 minuti lettura

Turismo enogastronomico: tradizione e innovazione

Pubblicato: 26 Ago 2021

Tempo lettura: 4 minuti

Categoria: Vendita

Per gli italiani il ristorante è considerato un’abitudine, basti pensare che prima della pandemia solo un italiano su tre cucinava il pasto a casa, e che il 53% dei connazionali consumava la cena fuori [1].

L’italiano ha sempre apprezzato il buon cibo e il buon vino da consumare in compagnia. Il periodo appena trascorso ha fatto sì che queste attività non fossero più possibili, ma non ha sicuramente indebolito l’interesse verso questo settore. Il tempo passato tra le mura domestiche ha impegnato molte persone ai fornelli, accrescendo ulteriormente l’interesse verso la materia.

Se nel corso della pandemia la spesa per la ristorazione è diminuita del 42%, la spesa per l’alimentare è invece aumentata del 7,4% registrando picchi del 20%, e una crescita media dell’80% per quanto riguarda l’acquisto di bevande alcoliche [2]. La cucina di casa è diventata un passatempo e ha conquistato uno spazio ancora più importante nella vita delle persone. Questa, accompagnata da trasmissioni televisive dedicate a ricette e sfide tra chef, ha accresciuto l’interesse verso le specialità italiane.

Questi fenomeni hanno avuto un impatto positivo sul turismo in termini di riapertura.

L’Italiano si è incuriosito sulle tradizioni culinarie locali e sulla varietà del “Made in Italy” come sinonimo di qualità e ricchezza in termini di scelta. È curioso di scoprire il territorio e abbinare bei paesaggi con le ricchezze alimentari ed enologiche dell’Italia.

È proprio per questo motivo che è passata dal 59% al 71% la percentuale di coloro che considerano l’offerta agroalimentare per la scelta della meta di viaggio [3].

Se in passato la vacanza era sinonimo di villeggiatura, relax e intrattenimento, oggi si è alla ricerca di benessere psico-fisico e scoperta di tradizioni, cibi, vini e birre del territorio. Questo definisce il concetto di “Food Tourism”, ossia turismo enogastronomico, inteso come l’atto di viaggiare per i sapori della località. Nonostante il periodo attuale, questo è un settore con altissima potenzialità di crescita nei prossimi anni.

Cosa cerca il turista enogastronomico? Sono diverse le categorie di turisti che approcciano questo tipo di vacanza, ma con interessi che differiscono tra loro. Vediamone alcuni aspetti.

  • Il turista gourmet è colui che cerca l’esperienza culinaria sofisticata, disposto a pagare prezzi alti, e attento alle guide più ricercate.
  • Il turista al passo con la tecnologia rappresenta un individuo in genere più giovane, che si è avvicinato alla cucina grazie a trasmissioni televisive e attraverso studi fondati su pagine social e attività dei blogger.
  • Il turista eno-culturale è colui che mostra un interesse sui piatti tipici legati alle tradizioni di un luogo e che è attratto dalla scoperta del legame storico di un cibo con il proprio paese.
  • Il turista ecologico e sostenibile è una categoria che sta diventando sempre più significativa in questo settore. È colui che predilige alimenti a km 0, preferisce conoscere di persona il produttore e frequenta eventi paesani, prestando particolare attenzione alla provenienza e al ciclo di vita del prodotto.

Le principali attività che caratterizzano questa tipologia di turismo sono:

  • Visite guidate e degustazioni di prodotti tipici, ove possibile con il produttore.
  • Partecipazione ad eventi enogastronomici locali, come fiere o sagre di paese.
  • Immersione nella natura con il concetto di soggiorno in aree rurali o comunque lontane dal caos cittadino.
  • Attività sportive come passeggiate e giri in bicicletta, di particolare tendenza e comodità sono le biciclette elettriche, che permettono ad una più ampia categoria di persone di visitare il territorio in questo modo.
  • Ricerca di ristoranti tipici ove provare preparazioni originali legate al territorio.

Al fine di essere pronti ad accogliere queste tipologie di turisti, diverse azioni sono necessarie da parte di una struttura:

  • Modernizzarsi: le aziende agricole sono state spesso luogo di produzione e non di soggiorno. È importante riuscire ad adattarsi a questa esigenza oggi ricercata offrendo camere e servizi di ristorazione.
  • Sintonizzarsi: la comunicazione della propria offerta permetterà al turista di mettersi in contatto con la struttura. Essere attivi sui social networks e creare un sito aziendale possono essere ottimi modi per sponsorizzare la propria realtà e le relative attività. Le persone, specialmente durante il lockdown, hanno utilizzato maggiormente la tecnologia, e si fidano di essa per la scelta di un soggiorno. Affidarsi ai giusti blogger, in linea con i propri principi e valori, e monitorare i siti di recensioni può essere un buon modo per essere visibili ed avere sotto controllo i feedback degli ospiti. La formazione digital tra il personale è un elemento sul quale investire tempo e risorse.
  • Diversificarsi: ove possibile, creare offerte e servizi diversificati consentirà di attrarre tutte le categorie di turisti sopra menzionati. Fornire la possibilità di degustare prodotti del territorio, come vino, birra e cibi locali coinvolgerà il turista attento alla questione enogastronomica. Mettere a disposizione biciclette, piscina o attività sportive attrarrà invece il turista più attivo in cerca di avventure.
  • Valorizzare la sostenibilità: è un concetto che sta alla base di aziende agricole e di luoghi ove la produzione nasce dal territorio. Promuovere questo aspetto può sembrare quasi scontato per questa tipologia di aziende, ma è una leva di attenzione per l’ospite attento a questo concetto. Una comunicazione efficace che spiega all’utente la cura nei confronti dell’ambiente può dare una buona immagine non solo della propria attività ma di tutta la zona turistica in questione.

La varietà enogastronomica del nostro pese è una ricchezza che contraddistingue l’Italia dal resto del mondo.

Concedersi un calice di Barolo immersi nella natura delle Langhe significa toccare con mano un territorio e le sue tradizioni, ascoltare una storia, e prendersi una boccata d’aria in più.

Martina Guizzardi

Content Editor

Hospite – The Italian Hospitality Academy

[1] https://www.ilgiornaledelcibo.it/italiani-e-cibo-rapporto-fipe/ 

[2] https://ilfattoalimentare.it/consumi-spesa-covid-ismea.html

[3] Come è emerso dal Rapporto sul Turismo enogastronomico in Italia 2021 (https://www.robertagaribaldi.it/rapporto-sul-turismo-enogastronomico-italiano/)