27 Mar 2024 | 3 minuti lettura
Spa e Wellness: suscitare emozioni e trasformarle in colori

Pubblicato: 27 Mar 2024

Tempo lettura: 3 minuti

Categorie: PeopleComunicazione

Walt Disney una volta disse: “La pura fantasia si rivela… l’azione controllata da un motivo musicale ha grande fascino nel regno dell’irrealtà”. Nel 1940 nasce Fantasia, un film di animazione composto da sette cortometraggi, dove, in determinate scene, la presentazione di alcune tra le più famose composizioni di musica classica è accompagnata dalla visione di immagini e colori. Si tratta di una travolgente e ambiziosa simbiosi di colori, suoni e immaginazione.

È sconcertante quanto il cervello umano possa associare un suono a un colore o a una luce più o meno intensa. Questo fenomeno è definito “Sinestesia”, ovvero quando una stimolazione uditiva, olfattiva, tattile o visiva è percepita come due eventi sensoriali distinti ma conviventi. È possibile, ad esempio, “vedere” un suono o “sentire” un colore. Pensiamo per esempio a quando si dice: “Vedere la musica a colori!”.

I tentativi di tradurre pittoricamente effetti musicali e viceversa sono antichissimi: Isaac Newton indagò su di una possibile corrispondenza dei sette colori dello spettro della luce con gli intervalli di una scala musicale, Johann Wolfgang von Goethe creò La teoria dei colori e Louis Bertrand Castel divenne celebre per il suo Pianoforte a colori dove ogni tasto corrispondeva a un colore.

Colui che profondamente riuscì a teorizzare anche come funzione sensoriale la sinestesia musica colore, e attuandola come idea artistica fu Vasilij Vasil’evič Kandinskij.

Kandinskij era convinto che la pittura dovesse essere simile alla musica e che i colori dovessero sempre più assimilarsi ai suoni. Nel suo scritto “Lo spirituale dell’arte”, pubblicato nel 1910, l’artista, facendo un confronto tra le varie arti, affermava:

“Il più ricco insegnamento viene dalla musica. Salvo poche eccezioni, la musica è già da alcuni secoli l’arte che non usa i suoi mezzi per imitare i fenomeni naturali, ma per esprimere la vita psichica dell’artista e creare la vita dei suoni.”

Kandinskij affiancava al giallo, vulcanico e prorompente, il suono di una tromba; al rosso, caldo e vitale, il suono di una tuba; all’azzurro il suono di un flauto; al blu scuro, profondo ed intenso come il mare, il suono di un organo; al verde il violino; all’arancione una campana di suono medio.

La musica genera emozioni ed è uno dei protagonisti principali che accompagna l’esperienza sensoriale delle Spa. Come si crea la giusta playlist dunque? Non esistono regole prestabilite, ma è anche vero che le musiche all’interno della Spa non vengono scelte a caso, ma selezionate accuratamente in base all’ambiente, alla situazione, al tipo di trattamento, alla regia della Spa e, a volte, anche in base allo stato emotivo dell’operatore. Prima di tutto si può tener in considerazione tutta la musica, sia quella cantata che quella strumentale. Meglio ancora, comunque, la musica classica. Perfetto il pianoforte, e i rumori bianchi della natura, antistress naturali perché hanno un ritmo cadenzato e tendenzialmente lento. Per questo, perfetti anche per le donne in gravidanza. Quando la ascoltiamo il cuore si sintonizza col ritmo stesso, e i battiti iniziano a rallentare.

Allo stesso tempo il cervello inizierà a rilassarsi, disconnettendosi. Per questo processo occorrono all’incirca 5 minuti. La giusta musica attiva tutto un circolo virtuoso del cervello che stimola anche l’azione di neurotrasmettitori a liberare sostanze collegate al piacere: all’ascolto della musica il nostro organismo risponde prontamente. La musica, infatti, agisce armonizzando i quattro tempi del respiro: inspirazione, piccola apnea, espirazione e un’altra brevissima apnea.

Quindi, la prossima volta che entrerai in una Spa o ti farai cullare durante un massaggio, chiudi gli occhi, lasciati andare ascoltando la musica di sottofondo e lascia che la tua mente vaghi e dia vita a immagini, emozioni e colori.

Colui che profondamente riuscì a teorizzare anche come funzione sensoriale la sinestesia musica colore, e attuandola come idea artistica fu Vasilij Vasil’evič Kandinskij.

Articolo pubblicato nella terza uscita del magazine New Hospitality Lux

Martina Zecca

Spa Director, Spa&Beauty Trainer e Spa Project Manager