10 Apr 2024 | 3 minuti lettura
Less is more – Le risorse umane: sfida tra vecchi limiti e nuove opportunità

Pubblicato: 10 Apr 2024

Tempo lettura: 3 minuti

Categoria: People

Non troviamo lavoratori qualificati…”, “I giovani non hanno più voglia…”, “Preferiscono il divano al posto del lavoro”. Quante volte abbiamo sentito frasi simili in quest’ultimo periodo? Il grido di aiuto degli albergatori ci perseguita ormai da mesi.

Ma siamo davvero sicuri che i ventenni di oggi aspirino a una vita eterna sul divano, senza lavoro, senza soddisfazioni e senza crescita professionale?

Nel 2018 uno studio dell’American Hotel & Lodging Educational Foundation ha rilevato che il 51% della Gen Z, ovvero i nati dopo il 1995, esprime interesse a lavorare nell’ospitalità. Forse non è quindi la svogliatezza l’unica causa della situazione attuale.

In questo momento storico ci troviamo a dover affrontare un cambiamento radicale per la gestione delle risorse umane nel mondo dell’ospitalità. Il fenomeno del turnover è cresciuto in maniera esponenziale ed è molto difficile trovare persone appassionate. Proprio per questo oggi più che mai è importante o quasi indispensabile tenersi stretti i collaboratori validi, creando un ambiente di lavoro sano e adeguato alle loro aspettative. Il benessere delle persone e le misure che favoriscono il work life balance in questa sfida giocano un ruolo fondamentale.

Quantità vs Qualità

Nell’aprile del 2019 in un articolo del Sole 24 ore sono stati pubblicati i dati rilevati dal Ocse e l’Italia, subito dopo la Grecia e l’Estonia, è il Paese dell’Europa dove si lavorano più ore alla settimana, tre ore in più rispetto alla media Europea e addirittura 7 ore in più rispetto ad alcuni nostri vicini come per esempio la Germania.

Ci sono Paesi in cui la settimana lavorativa è composta di (soli) quattro giorni e altri paesi dove il full time significa non superare le 30 ore settimanali. Modelli di lavoro che si adeguano allo stile di vita delle nuove generazioni, dando gli stessi risultati se non migliori per quanto riguarda la produttività.

Infatti, l’Italia, seppur nelle prime posizioni per numero di ore lavorate alla settimana, scivola tra gli ultimi posti a livello di produttività del lavoro.

La vita da “stacanovista” è out

Molti di noi sono cresciuti in un’epoca dove “lavorare di più” significava “ottenere di più” e spesso oggi ci troviamo sommersi da mille attività, numerose responsabilità e più si prova a fare tutto, più ci si sente persi, disorientati e soffocati dalla mancanza di tempo.

La società attuale vive una vita accelerata e in continua evoluzione. La velocità con la quale dobbiamo adeguarci alle nuove tecnologie e la necessità di essere sempre connessi, reperibili e raggiungibili può provocare uno stato di stress e ansia. Ed è proprio qui che nasce un forte desiderio di trovare più tempo da dedicare a se stessi e alle attività che più ci piacciono.

È qui che inizia la vera sfida, la sfida del cambiamento e chissà se un domani avremo camerieri part time, addetti al booking in smart working, receptionist con turni da 6 ore e magari una settimana di 4 giorni lavorativi per avere collaboratori felici ed equilibrati che lavoreranno con maggiore efficienza per un obiettivo comune e condiviso.

Il mondo cambia e l’umanità evolve e come disse Martin Luther King “Può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla”.

Articolo pubblicato nella seconda uscita del magazine New Hospitality Lux

Dhanya Schwaiger

Trainer & Consultant Hospite S.r.l.