“Tanti collaboratori, non vedendo chiarezza, hanno intrapreso professioni diverse in altri settori”
Daniele Minotto, Vicedirettore AVA (Associazione Veneziana Albergatori)
“Chi cerca lavoro oggi non è molto propenso a lavorare su turni e nei weekend”
Raffaello Panariello, Direttore Generale di NH Hotels
“C’è una difficoltà a trovare portieri soprattutto di notte, tanti vanno sull’outsourcing, un fenomeno che ha rotto gli equilibri perché storicamente c’era un legame tra cliente e persona che si conosce. E poi manca formazione””
Cesare Bozzetti, patron dell’hotel Bartolomeo di Venezia
Sono queste alcune delle frasi che emergono da un articolo del Gazzettino pubblicato il 29 aprile di quest’anno ed è chiaro che oggi, in hotel, sia fondamentale fidelizzare non solo i propri ospiti, ma anche – e soprattutto – chi vi lavora. Da queste premesse alcune domande sorgono spontanee: quale sarà il futuro dell’ospitalità? Come rendere le offerte lavorative più appetibili agli occhi dei giovani e delle figure esperte che hanno preferito chiudere (almeno per il momento) la propria esperienza in un cassetto? Cosa si aspettano oggi le persone dalla propria vita professionale?
Per formulare delle risposte concrete dobbiamo scavare in profondità nelle paure, aspirazioni e aspettative dei lavoratori. Ecco alcuni dati e statistiche che devono far riflettere.
Secondo il recente Deloitte Global 2022 Gen Z and Millennial Survey:
- quasi due persone su cinque dicono di aver rifiutato un lavoro perché non era in linea con i propri valori. Dall’altro lato, coloro che sono soddisfatti dell’impatto sociale, della cultura aziendale diversificata e inclusiva hanno maggiori probabilità di voler rimanere in quella struttura per più di cinque anni
- il 17% dei Millennials lascia il proprio posto di lavoro perché dannoso per la propria salute mentale
- il 14% ha deciso di licenziarsi a causa di episodi di burnout[1]
- il 27% dei Millennials e il 22% degli appartenenti alla Gen Z ha lasciato il posto di lavoro perché lo stipendio non era sufficientemente elevato
Considerando che questi due segmenti sociali includono chi è nato dal 1980 in poi, è possibile contestualizzare queste problematiche a un pubblico molto ampio di possibili collaboratori. Quello che emerge, quindi, è una forte preoccupazione per la stabilità economica, la propria salute mentale e la tutela del proprio sistema valoriale.
Guadiamo ora, invece, l’altro lato della medaglia: perché e per che cosa le persone scelgono un posto di lavoro?
- Il 39% dei Millennials accetta una proposta di lavoro se questa permette una work/life balance sostenibile
- Il 29% delle persone sceglie un nuovo posto di lavoro se questo garantisce opportunità di sviluppo e apprendimento costante
- Il 26% dei Millennials cerca un posto lavorativo in cui le proprie attività abbiano un significato (un perché) profondo all’interno dell’organizzazione e che queste vengano rispettate e riconosciute
Equilibrio, riconoscimento, sicurezza e opportunità
Dopo più di due anni, in cui l’insicurezza e il pessimismo hanno regnato a livello sociale e lavorativo, le nuove generazioni stanno visibilmente portando una “ventata d’aria fresca” al mondo del lavoro e in particolare al mondo dell’ospitalità.
Quello che sta avvenendo è un fenomeno sicuramente sfidante e allo stesso tempo naturale: sono cambiate le nostre vite private, le aspirazioni, le aspettative; di conseguenza anche le nostre vite professionali sono destinate a tendere verso una forte evoluzione.
In un settore in cui l’offerta supera la domanda, è fondamentale cambiare la visione del mondo dell’ospitalità, ridefinire i ruoli professionali, le rispettive attività e soprattutto le abitudini aziendali, perché “abbiamo sempre fatto così”, “i giovani non hanno voglia di lavorare” sono frasi che dobbiamo lasciarci alle spalle a favore di un futuro che va costruito, con un rinnovato amore per questo settore.
[1] insieme di sintomi e segni, causata dall’esaurimento emotivo che insorge in seguito a stress cronico nei lavoratori
Martina Dalla Vedova
Marketing Manager
Hospite – The Italian Hospitality Academy