RC:
Questa è una bella domanda, iniziamo col dire che siamo una struttura di 56 camere che può contare sulla collaborazione in pieno organico di circa 40/45 persone. Posso dire di avere il privilegio di lavorare con un team di collaboratori fidati e affidabili, che hanno a cuore l’hotel e per il quale (soprattutto per quella componente di collaboratori storici) il Patria Palace è qualcosa che va ben oltre un mero luogo di lavoro. I nostri ospiti possono contare su un team motivato e mosso da una forte passione. Inoltre le risorse possono contare sul supporto di attività HR di sviluppo e formazione, sia essa teorica e on the job, e ciò avviene dalle prime fase di recruiting per poi proseguire con attività di onboarding e formazione specialistica. Per un direttore d’albergo il coordinamento e la supervisione del lavoro dei propri collaboratori è una responsabilità enorme. Occorre saperne riconoscere il valore e accrescerlo affinché possano trasferire agli ospiti quell’eccellenza di servizio che rende l’esperienza di soggiorno un’esperienza memorabile. Devo ammettere che al Patria Palace Hotel posso ritenermi fortunata per avere l’opportunità di contare su un team di collaboratori dal grande valore umano e dotati di ottime competenze professionali.
Per un attimo però vorrei rispondere nel merito della domanda che mi è stata rivolta ossia quali cambiamenti io abbia notato negli anni in termini di motivazione, aspettative e necessità personali per le risorse umane che si approcciano al mondo dell’ospitalità o che ci lavorano da diverso tempo. Negli anni ho notato un impoverimento della motivazione nei collaboratori del nostro settore, del settore turismo: sono cambiate sicuramente le loro ambizioni e le loro aspettative, complici diversi aspetti politici, in cui non mi addentro e che hanno reso meno attrattivo il settore turistico.
A questo si aggiunge il contesto socioculturale della generazione Z che per quel che concerne il mondo del lavoro e le loro aspettative professionali, è mossa da fattori motivazionali decisamente diversi dalla generazione X, a cui appartengo.
Per questa generazione esiste un diverso rapporto tra costo/beneficio, di quello che è il loro impegno nel mondo del lavoro e quelle che sono le loro aspettative di carriera. Mi riferisco per esempio all’influenza che ha, sulla generazione Z, il mondo del web, dei social media, i quali hanno cambiato e alterato in maniera significativa le ambizioni di carriera della nuova generazione, la loro visione di ciò che dovrebbe essere il loro futuro professionale e loro aspettative legate al loro inserimento nel mondo del lavoro. A questo aggiungerei anche il biennio pandemico che ha cambiato la vita di moltissimi di noi, la work life balance di cui si parla moltissimo è stata profondamente scossa, sia per la generazione X che per la generazione Z. Gli accadimenti legati infatti alla pandemia recente, hanno ribaltato la scala di priorità di moltissimi di noi riportando l’attenzione e il focus sul proprio benessere, sulla gestione del proprio tempo libero e più in generale riportando in cima alla lista delle proprie priorità la sfera di vita personale.
Pertanto il compito delle aziende del settore turismo oggi è piuttosto complesso, poichè questi cambiamenti di fattori motivazionali, questa ritrovata attenzione alle proprie necessità di vita personale, non possono restare un mero dato oggettivo, ma è necessario che trovino riscontro nell’incontro tra domanda e offerta affinchè si restituisca al settore il giusto valore non dimenticando che il settore del turismo nel nostro paese permane una delle eccellenze a livello internazionale.