Marco Scola

General Manager - Adler Spa Resort DOLOMITI
Marco Scola
H:
Raccontaci un po’ di te Marco, qual è stato il tuo percorso nel mondo dell’accoglienza e quali sono oggi gli aspetti che ti guidano professionalmente?
MS:
Grazie per questa domanda, Martina. Ho respirato fin da piccolo l’aria dell’hotel avendo i miei nonni una piccola pensione in Alto Adige e successivamente durante le estati del liceo ho lavorato in diverse posizioni nell’hotel gestito dai miei zii a Campo Tures, sviluppando una passione per il turismo.

Dopo il liceo scientifico, ho studiato presso la Scuola di Hotel Manager di Merano, una formazione para-universitaria con un forte focus pratico. Ho svolto uno stage di otto mesi e successivamente ho lavorato come assistente al Food & Beverage al Forte Village e al Melià di Milano.
Sono poi tornato in Alto Adige come Food & Beverage Manager al Vigilius Mountain Resort. Successivamente, ho lavorato per Jolly Hotels a Roma e Berlino, e poi sono diventato General Manager presso NH Hotels in diverse città italiane, tra cui Lecco, Bergamo, Milano e Genova, occupandomi anche di un progetto di rebranding.

Nel 2018 sono entrato in Radisson Hotel Group a Milano, lavorando al riposizionamento dell’hotel e sviluppando il marchio sul mercato. Da febbraio 2024 sono General Manager presso l’Adler Spa Resort DOLOMITI, una struttura 5 stelle in Alto Adige, dove le esigenze degli ospiti sono molto diverse rispetto a quelle degli hotel business in cui ho lavorato in passato.

Il mio perché oggi è proprio questo: potermi dedicare insieme a tutto il team alla soddisfazione degli ospiti e alla cura di ogni singolo dettaglio che fa letteralmente fiorire l’esperienza dei nostri ospiti. Qui in ADLER tutti i membri dello staff ed io abbiamo la possibilità di dedicarci alla costruzione di relazioni autentiche con le persone, di dedicare tempo di qualità a ogni ospite che ci sceglie.
H:
Grazie Marco per aver condiviso la tua esperienza. Dalle tue parole traspare la passione per il tuo lavoro e la dedizione che applichi in ciò che fai. Quali sono gli aspetti del tuo lavoro che ti motivano?
MS:
Sicuramente il fatto che in ADLER ho trovato una realtà molto dinamica, in costante sviluppo e che ha una visione all’avanguardia. Considera che la famiglia Sanoner, proprietaria e fondatrice di ADLER, ha una storia di oltre 200 anni in questo settore ed è stata una delle prime a ricercare e sviluppare un concetto di ospitalità orientata al benessere dei propri ospiti.

Un altro aspetto che mi motiva e mi fa sentire parte di tutto ciò è la progettualità e lo sviluppo costante, adesso per esempio stiamo lavorando all’apertura di un Family Hotel con un’attenzione particolare ai bambini. Quindi, riassumendo, oggi trovo la motivazione in dinamicità, sviluppo costante e visione a lungo termine.
H:
Parlando di questa struttura e dei tuoi progetti con il tuo staff, quali sono gli aspetti positivi che ti hanno subito colpito e su quali desideri lavorare insieme ai tuoi collaboratori?
MS:
Sicuramente quello che mi ha colpito subito è la passione condivisa per l’ospitalità, un team molto organizzato e soprattutto motivato e con una grande attenzione al dettaglio. Mi rendo conto che oggi più che mai questo aspetto è fondamentale perché gli ospiti dopo il covid sono cambiati, hanno esigenze diverse e avere uno staff così strutturato fa davvero la differenza. Il mio obiettivo è consolidare ancor di più questi aspetti e metterli al servizio di ADLER. Sono orgoglioso di far parte di questa grande famiglia perché sento che i principi guida di questa azienda rispecchiano anche i miei e quelli dei collaboratori.

Uno degli aspetti che mi colpisce ogni giorno in positivo è la vera attenzione ai collaboratori e, sottolineo, il vero e genuino interesse per il loro benessere: cosa che non è assolutamente scontata in questo settore. Questo si traduce in fiducia da parte dello staff e anche in fedeltà verso l’azienda. Lavorando e valorizzando il concetto di sinergia tra staff e azienda è molto più basso il rischio di trovarsi in una situazione di difficoltà nella ricerca del personale. Certo, non siamo perfetti, ma siamo felici di vedere che i collaboratori sono fedeli e credono personalmente nell’azienda.
H:
Soffermiamoci sull’aspetto del benessere dei collaboratori. Quali sono, secondo te, oggi, i fattori che fanno la differenza nel trattenere i talenti e attrarne di nuovi nel mondo del lusso e dell’accoglienza?
MS:
Quando parliamo di talenti è importantissimo affiancare la parola “formazione”. Questo è un punto su cui ADLER ha investito moltissimo negli ultimi anni. Recentemente abbiamo avviato un progetto importante per la formazione del front office al fine di affiancare i collaboratori nello sviluppo di competenze specifiche per soddisfare le nuove esigenze e necessità degli ospiti e potenziare il guest engagement. Abbiamo anche avviato il corso Sommelier per i collaboratori che desideravano approfondire questo tema. Facciamo formazione anche per la lingua tedesca, considerando che la maggior parte dei collaboratori è di lingua italiana.

Penso anche che oggi nel mondo dell’ospitalità sia fondamentale garantire allo staff un sano equilibrio tra vita privata e lavorativa. ADLER è stata una delle prime aziende hospitality in Alto Adige a impostare la settimana lavorativa di cinque giorni lavorativi e due di riposo. Ogni collaboratore ha inoltre un welfare che può spendere in servizi dedicati. Tutto questo rappresenta un punto di forza se si desidera essere competitivi e attrarre talenti.

Ricordiamo che solo se i nostri collaboratori stanno bene possono prendersi cura degli ospiti: essere consapevoli di questo è fondamentale.
H:
Osservando invece gli ospiti, avete notato particolari trend negli ultimi anni?
MS:
Negli ultimi anni abbiamo notato che, grazie al fatto che le Dolomiti sono diventate Patrimonio Unesco e in vista delle Olimpiadi Milano-Cortina del 2026, sempre più ospiti stranieri scelgono l’Alto Adige come meta per le proprie vacanze.

Fino a qualche anno fa, invece, gli ospiti erano prevalentemente italiani o tedeschi. Infatti, abbiamo registrato un forte aumento di ospiti internazionali, ed è chiaro che questo determina uno studio del nostro target in cambiamento ed evoluzione. Nel prossimo futuro sarà necessario strutturare offerte adatte a questo tipo di mercato per fornire esperienze sempre di alto livello. Noi di ADLER teniamo sempre a mente un concetto: l’ospite torna dove è stato bene. Abbiamo ospiti abituali in tutte le nostre strutture: c’è un grado di fidelizzazione importante perché alla base viene attribuito valore a chi soggiorna da noi.

Un altro aspetto da considerare è sempre la maggiore attenzione alla sostenibilità e alle politiche aziendali considerate “green”. A tal proposito ADLER ha avviato il progetto “ADLER for Planet”: con questo progetto puntiamo a ridurre al minimo l’impatto ambientale e a dare un contributo positivo allo sviluppo sostenibile. Attraverso tecnologie avanzate e pratiche ecologiche, ADLER si impegna a creare un ambiente sano e vivibile per le generazioni future.

La nostra missione è di utilizzare le risorse in modo efficiente, promuovere le fonti di energia rinnovabili e utilizzare materiali ecologici nei nostri prodotti.
H:
Sulla base di tutti questi ragionamenti e riflessioni, cosa consigli ai lettori che desiderano intraprendere un percorso professionale nel mondo del lusso e dell’accoglienza o a chi già lavora in questo ambito?
MS:
Prima di condividere un consiglio, ci tengo a sottolineare che, a differenza di ciò che spesso viene detto, io noto che i giovani oggi hanno voglia di fare, di imparare e di mettersi in gioco concretamente. Il consiglio che mi sento di condividere è quello di prendersi cura del proprio approccio al mondo del lavoro.

Oggi più che mai è fondamentale prendersi cura del modo in cui ci relazioniamo con gli altri, colleghi, collaboratori, responsabili ed è responsabilità di ognuno accrescere le proprie competenze per essere flessibili, comprensivi, intraprendenti e rispettosi.
Le procedure e le competenze tecniche si possono sempre imparare, ciò che fa la differenza è la propria attitudine nei confronti delle circostanze in cui ci troviamo.
H:
Grazie Marco per questa tua ultima riflessione perché, oltre ad essere di ispirazione, trasmette in modo autentico quello in cui tu e ADLER credete!
MS:
Grazie a te Martina, è stato un piacere!