Guardando al futuro del turismo: che cosa ci insegna la storia?

27.12.2020

Si dice che dietro ad ogni circostanza della vita, anche la più dolorosa, c’è sempre qualcosa da apprendere. La storia dimostra come, nel corso dei secoli, ci siano stati periodi d’incertezza dovuti a eventi di forza maggiore, ma dopo ogni difficoltà, seppur complicata e apparentemente impossibile da superare, ne siamo usciti più forti di prima.

 

Andando indietro nel tempo, e più precisamente agli anni 1918-19, la popolazione mondiale fu colpita dalla cosiddetta influenza spagnola, ritenuta uno degli avvenimenti storici di maggiore impatto degli ultimi secoli: scoppiò a ridosso della Grande Guerra, in un momento in cui la popolazione era completamente stravolta, sia psicologicamente che economicamente, ed arrivò a contare circa 50 milioni di decessi. A quei tempi le misure restrittive adottate furono le stesse: chiusura delle attività commerciali, di scuole, teatri, chiese, quarantena obbligatoria per i casi di positività e i casi sospetti, divieto di assembramenti.

 

Oltre all’influenza spagnola ricordiamo anche quella asiatica del 1957 e quella di Hong Kong del 1968-69. Tutti questi eventi hanno un punto in comune fondamentale, ovvero il successivo boom economico. A questo proposito, uno studio incoraggiante (2020) condotto da tre noti economisti americani – Sergio Correia, Stephan Luck ed Emil Verner – dimostra come ai tempi della Spagnola, tutte quelle città che implementarono misure di contenimento rigide ed aggressive, non subirono cali maggiori dell’attività economica, ma solo una riduzione temporanea del fatturato. Infatti, le misure attuate furono necessarie al fine di ridurre il tasso di mortalità ed evitare il crollo economico e addirittura portarono a una crescita economica e a un aumento degli stipendi negli Stati Uniti negli anni ’20. Si entrò in una fase di ottimismo ed euforia, basata sulla filosofia del carpe diem.

 

Ma come spieghiamo questa rapida ripresa a seguito di una crisi così profonda?

 

In una recente intervista, Leopoldo Gasbarro – direttore del magazine Wall street Italia e dei canali di web finance del Gruppo Triboo Spa – ha risposto a questa domanda con la seguente affermazione, riferita all’estate appena passata: “Dopo aver trascorso tre mesi chiusi in casa abbiamo assistito a un veloce riempimento delle strutture turistiche. La gente aveva voglia di uscire, di ritrovare sé stessa e spingersi anche un po’ oltre rispetto a quello che avrebbe fatto in una situazione normale”.

Osservando il grafico seguente, basato su un campione di 650 strutture italiane, emerge come ci sia stata un’impennata della richiesta nei mesi estivi.

 

FONTE: https://news.titanka.com/2020/10/29/hotel-e-camping-village-ripartire-dopo-la-pandemia/

 

Rispetto all’anno precedente (linea azzurra), i primi due mesi del 2020 (linea blu) hanno visto un incremento di fatturato notevole, il quale si è azzerato nei mesi di lockdown, per subire una successiva esplosione durante l’estate. In quest’ultima fase ci siamo ritrovati con una mole di richieste inaspettata, ben superiore al 2019.

 

Questo accade perché, nonostante le limitazioni, la voglia di viaggiare rimane sempre viva. Ed è proprio da questa consapevolezza che dovremmo ripartire, tenendo in considerazione di come le misure restrittive abbiano portato a un profondo cambiamento nel comportamento dei turisti, sia nel breve che nel lungo periodo. Sia oggi che nel prossimo futuro chi viaggia vuole farlo in sicurezza, vuole condizioni di cancellazione flessibili, predilige luoghi all’aria aperta, ma anche i viaggi di prossimità, in quanto permettono di spostarsi in modo più semplice e sicuro. Una ricerca di Booking.com su un campione di 20.000 persone in 28 Paesi, ha evidenziato alcuni dati importanti:

 

  • durante il lockdown il 95% degli intervistati ha utilizzato il proprio tempo libero alla ricerca di ispirazione per viaggi futuri
  • il 74% dichiara di volere una maggiore trasparenza sulle condizioni di cancellazione e di rimborso
  • il 65% afferma di voler viaggiare con la stessa frequenza rispetto a prima, sia a livello nazionale che internazionale
  • il 51% sarà più propenso a visitare mete fuori dall’alta stagione, anche per evitare il sovraffollamento
  • il 46% vuole scoprire il proprio Paese

 

Questi dati, osservandoli con gli occhi di un operatore turistico, sono davvero preziosi. Per ripartire bisogna spostare lo sguardo dai problemi alle possibili soluzioni. Immedesimiamoci nella figura della fenice, che rinasce dalle proprie ceneri dopo la morte e, proprio per questo, simboleggia il potere della resilienza, ovvero la capacità di far fronte in maniera positiva alle avversità, coltivando le risorse che si trovano dentro di noi. Ciò che si può fare oggi, quindi, di fronte al futuro incerto che ci aspetta, è vivere questo momento come un’opportunità per riaffacciarsi sul mercato con un nuovo slancio. In questo ultimo periodo in cui la ristorazione è stata messa nuovamente in ginocchio con la chiusura di bar e ristoranti alle ore 18:00, la situazione si è capovolta: chi vuole cenare fuori senza avere il coprifuoco può farlo solo soggiornando in hotel. In questo nuovo scenario, almeno gli albergatori potranno cogliere questa occasione e sfruttarla al meglio e c’è chi l’ha già fatto in modo ironico. Un esempio è l’hotel-ristorante Zunica 1880 a Civitella del Tronto, uno dei borghi più belli d’Italia nel Parco nazionale del Gran Sasso, che attira i suoi clienti con la seguente proposta sui social: “mangia, bevi e dopo fai l’amore in camera a un prezzo irrisorio: 190 euro in due”.

 

Oggi è l’occasione giusta per liberare la creatività. È fondamentale impiegare il proprio tempo e le proprie energie per lavorare sulla comunicazione e sulle persone, tenendo conto che il settore turistico è in continua evoluzione, così come lo sono le esigenze dei viaggiatori e le tecnologie a supporto delle nostre attività. Una volta individuati gli aspetti su cui migliorare, sarà facile far crescere il proprio business domani e avere un impatto positivo sul cliente. È un’occasione unica e non va sprecata!

 

Concludo con una citazione che mi sembra adattarsi perfettamente alla situazione che stiamo vivendo:

 

“Non c’è mai stata un’epoca migliore di questa per essere eccezionali e non c’è n’è mai stata una peggiore per essere nella media.”

(Scott Galloway)

 

 

Francesca Capece

Content editor

Hospite – The Italian Hospitality Academy